COMMISSIONE BIBBIANO…COME BEFFA!

I fatti di Bibbiano, nonostante una sospetta tendenza a silenziare la vicenda da parte di molti media nazionali, hanno portato in rilievo uno dei temi più delicati che riguardano la nostra società: quello dell’affido dei minori. Sono anni che tutta una galassia di associazioni, comitati e professionisti si battono per portare alla luce questo tema, denunciando situazioni di malaffare e cattiva gestione ad esso legati, ma nonostante la puntigliosità, la professionalità nonché una grande sensibilità che ha portato a numerose denunce di singoli casi, le risposte politiche sono sempre rimaste tiepide e poco incisive.

A Bibbiano, nei limiti di una formazione politica d’opposizione, la voce di Giorgia Meloni, seppur pronta e determinata, non è stata raccolta come si sarebbe dovuto dalla forza di maggioranza – la Lega – che con essa condivide non poche sensibilità sociali e politiche, salvo l’aver promosso qualche effimera passerella.

Un meccanismo – che va anche al di là della delicatissima questione degli affidi – quello che sta delineando la vicenda di Bibbiano, che rimane tutt’altro che isolato e circoscritto (così come hanno testimoniato altre situazioni precedenti e similari), e che palesa i tratti di un deliberato attacco all’istituto base della famiglia così come lo abbiamo sempre conosciuto e vissuto, la si chiami famiglia tradizionale, naturale, normale o che dir si voglia.

È oramai evidente che alle famiglie in difficoltà economica spesso non viene riconosciuto alcun contributo di cui invece beneficiano alcune Case-famiglia che, oltre a non essere talvolta idonee igienicamente, come appurato in alcuni controlli, sono gestite da soggetti più inclini all’affare economico che alla professionalità educativa infantile.

Come tacere, poi, sui casi di separazione, in cui sovente si verifica la vera e propria riduzione alla fame di uno dei due coniugi, in molti casi quello maschile, grazie all’ampio margine discrezionale degli assistenti sociali sul futuro di eventuali minori della coppia.

A livello legislativo non vi è una legge sufficientemente adeguata e lineare, ma occorre valutare caso per caso facendo affidamento sull’etica ed il buon senso degli operatori del settore. E relativamente a questi ultimi, non rappresenta per il sottoscritto un problema l’eventuale tessera di partito che hanno in tasca o la simpatia per qualsivoglia sigla politica; il fatto inaccettabile è invece quello dell’appartenenza a – o i legami con – fanatiche filiazioni di ambiti pro Gender, LGBT, e similari; è amaro constatare quanto oggi la politica sia cambiata rispetto ad un tempo, quando, tanto a destra quanto a sinistra, la tutela della famiglia cosiddetta tradizionale era il comune denominatore su cui i più concordavano, coscienti che era il perno della società. Oggi a mantenere questa posizione (retrograda e discriminatoria secondo la sinistra), rimane la destra politica e quella parte di centro legata al mondo cattolico.

La strombazzata “esplosione” delle tendenze omosex (o unisex?), pompata e sponsorizzata per creare una percezione non corrispondente alla realtà (trattasi sempre di minoranze ossessionate con promotori altolocati e danarosi) unitamente alla strisciante diffusione delle “teorie gender” negli ambiti fondamentali per lo sviluppo e l’educazione soprattutto dei più piccoli, sono il segnale inequivocabile del tentativo (non il solo) di liquidazione della civiltà che ci hanno consegnato i nostri avi, e al contempo dell’irresponsabilità – se non addirittura del disprezzo – verso i minori e i figli in genere (oltre che verso la figura e il ruolo di padre e di madre), che alligna nelle menti di alcuni malati apprendisti stregoni e degli orchi al loro servizio.

Tornando allo specifico di Bibbiano, non può che destare allarme tra le persone equilibrate e di buon senso la faccenda della costituzione della Commissione speciale regionale d’inchiesta sui fatti del paesino reggiano e della Val d’Enza: commissione creata e gestita ai vertici per lo più in seno alla sinistra, senza rappresentanza di rilievo per le minoranze di centrodestra. Visto il coinvolgimento nella vicenda in questione di esponenti legati al partito maggioritario nella sinistra italiana, la composizione della commissione non avrebbe richiesto una meno sbilanciata rappresentanza? Oppure certuni, dall’alto della loro autoreferenzialità, sono abituati a cantarsela e a suonarsela?

Come è possibile che la componente leghista (oggi forza affermata di governo a larga percentuale) all’interno della commissione non sia adeguatamente rappresentata? Come è possibile che tutti i professionisti ed il composito mondo associazionistico che da decenni si battono sul campo non siano stati tenuti in considerazione?

D’altro canto, se questi fatti «non rientrano nel compartimento Giustizia», come esplicitato dal Ministro pentastellato Bonafede, dovranno sicuramente rientrare nel dipartimento Sanità, nelle Politiche Sociali e soprattutto nel Ministero della Famiglia, per cui, da quest’ultimo Ministero (che aveva già annunciato la costituzione di una immediata Commissione d’inchiesta, rimasta ad ora lettera morta) si auspica maggior voce in capitolo, maggior concretezza.

Non vogliamo che la voce Bibbiano diventi sinonimo di beffa!

Mi auguro quindi una forte presa di posizione da parte del Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che pochi mesi fa è stato tra i promotori a Verona della tanto discussa Giornata Mondiale della Famiglia, che doveva comunque portare in dote anche al Governo italiano le istanze a tutela della famiglia tradizionale.

Attendiamo fiduciosi!

Piero PuschiavoResponsabile Dipartimento Tutela dei MinoriFratelli d’Italia-Veneto