Manuel Negri FULL

Il panorama politico nazionale si manifesta sempre meno edificante; specificatamente l’ultima tornata amministrativa ha visto la labile presenza dei big di partito e la mancanza di candidature forti, quasi si avesse il timore di vincere, in particolar modo nelle grandi città, Roma su tutte.

In un momento in cui Renzi ed il Pd mostrano segni di debolezza, il centrodestra si schianta per sue esclusive responsabilità.

Fino a che imperversa il battibecco tra Berlusconi e i vari capetti, capaci solamente di mettere veti ai chi non è loro simpatico, il palcoscenico vedrà protagonisti esclusivamente Pd e 5 stelle. I risultati parlano chiaro: a Milano, realtà

in cui si è trovata una convergenza su programma e candidato (pur con scelte assai discutibili) si è lottato all’ultimo voto, sfiorando il risultato; mentre là dove si è proceduto in ordine sparso, vedi Roma, ci si è letteralmente schiantati. Ancor peggio la situazione di Bologna, dove un apparentamento al ballottaggio del candidato del cdx con il civico Manes Bernardini, avrebbe potuto far tremare le gambe e non solo, ad un Merola ed un Pd in palese difficoltà in una delle sue roccaforti storiche. Ma non è stato possibile perseguire l’obiettivo a causa dell’ottusità del sempre più debole Matteo Salvini sempre più ossequioso al suo ruolo di oppositore, probabilmente rispettoso delle consegne di chi ha interesse a ‘relegarlo’, così come i 5 stelle dall’altra parte dello schieramento politico, a cavalcare un malcontento per destinarlo su di un binario morto. Una linea politica intrapresa, quella del leader leghista, che sta pescando a destra senza averne la cultura, senza detenerne la paternità, ma soprattutto senza conoscerne la storia, le sue istanze e la sua sensibilità.

La destra deve riprendere il suo percorso, i suoi obiettivi e, senza presunzione alcuna, tornare‘destra di governo’ in una coalizione, quella di centrodestra, che ha bisogno di più destra; perché destra vuol dire etica e valori, perché destra vuol dire sociale, perché destra significa sovranità e primato della politica sull’economia.

Un centrodestra che deve ri-proporre programmi credibili, strategie percorribili e soprattutto volti nuovi e spendibili. Questo per rispetto e dovere nei confronti di un elettorato che da troppo tempo è rimasto orfano e privo di un riferimento concreto.

A destra manca una casa comune, un ‘catalizzatore di voti’ che possa ‘contenere’ le diverse sensibilità, sapendo fare opera di sintesi nel rispetto delle peculiari specificità.

Il panorama è desolante; ciò che è rimasto della fu Alleanza Nazionale oltre a Roma e Trieste non ha fatto consiglieri in nessuna grande città, lasciando sul campo percentuali, a parte nella Capitale, che a suo tempo raccoglievano pure Fiamma Tricolore e La Destra di Storace. La stessa Meloni non può rappresentare il nuovo della politica, rimane lo stereotipo del vecchio, se mai un vecchio un po’ più giovane, se non per mere questioni anagrafiche e generazionali, ma sempre il vecchio che siede in parlamento da oltre dieci anni e che ha votato, unitamente ai suoi sodali di partito, di tutto e di più, dalla legge Fornero al Fiscal Compact (vero Rampelli…). Più a destra notiamo realtà purtroppo esclusivamente militanti, e in non tutte zone del paese, con fortissima difficoltà nel tramutare questa forza in consenso elettorale.

Le strategie sono dunque sbagliate, o quantomeno sorpassate perdendo di anno in anno consensi ed eletti.

Tutti dovrebbero mettersi in discussione e porsi a disposizione di una ‘comunità che ha il dovere di rimettersi in marcia’.

Dopo gli ultimi schianti elettorali qualcuno ha già iniziato a lanciare richiami di unione. Ma sarà questa una reale volontà o dettata solamente dalla disperazione?

Staremo a vedere.

In questo marasma, in cui vediamo andare in ordine sparso sempre più ‘personaggi in cerca d’autore’, Progetto Nazionale rimane fermo sulle sue posizioni ed anzi, consolida ulteriormente l’intesa politica con Flavio Tosi, leader del movimento Fare.

E proprio riprendendo le parole dall’appello del nostro presidente Piero Puschiavo: “ Vince sempre chi più crede…senza nascondersi nel mare dell’ambiguità per la propria mancanza di coraggio, senza defilarsi con scusanti e labili motivazioni solamente perché privi di volontà. Sono a chiedere a gran voce la partecipazione per l’evento del prossimo 23 luglio a Roma invitando tutti voi ad esibire con orgoglio il nostro simbolo di Progetto Nazionale. Senza se e senza ma. Siamo innanzi all’ennesimo banco di prova…Io ci credo!”

Vi aspettiamo e ci vediamo a Roma il 23 luglio per tornare ad essere soggetti protagonisti e non oggetto delle decisioni altrui; per rilanciare un centrodestra concreto e responsabile che possa nuovamente condurre e riproporre una destra di governo.

Come sempre, pronti alle sfide impossibili, sospinti da ‘grandi cuori e braccia possenti’.

Manuel NegriLinea politica Progetto Nazionale

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