NO GCM

Il Global Compact for safe, orderly and regular migration (Trattato mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare), più sinteticamente GCM, è un documento dell’ONU, quell’Organizzazione delle Nazioni Unite, centro supernazionale simbolico e para-istituzionale del sistema mondialista, che con le sue strutture d’intervento settoriale (Fao, Unicef, Unesco, Pugwash, Hasa, Unhcr, il sottobosco delle Organizzazioni Non Governative riconosciute dall’Onu per la loro “utilità pubblica”, etc.) interviene ed incide concretamente nel condizionamento delle politiche economiche, scientifiche, scolastiche, culturali, quindi sociali, di ogni dove.

L’Onu è quell’organismo che, per voce del suo Commissario Michelle Bachelet, è intervenuto qualche mese fa minacciando l’Italia per la linea politica di contrasto all’immigrazione intrapresa.

L’Onu è quello stesso organismo che, attraverso l’Alto Commissariato, ha recentemente attaccato il governo italiano (sulla scia delle vicende della nave Aquarius) per il Decreto sicurezza, bollandolo come criminalizzante dell’operato delle Ong (quella rete “filantropica” che sulla vera natura di diverse sue emanazioni si è nel tempo squarciato il velo angelicante).

L’Onu è sempre quell’organismo che sproloquia di “clima di odio e discriminazione, sia nei confronti dei migranti e di altre minoranze, sia nei confronti della società civile e dei privati che difendono i diritti dei migranti”, quando siamo invece di fronte alla non più derogabile e vitale necessità di rimettere ordine su regole, doveri e priorità a casa nostra (e per casa nostra intendiamo anche in Europa).

Il GCM è l’ennesimo cavallo di Troia mondialista (col paravento ipocrita e imbroglione della sua “volontarietà” e dei soliti “buoni propositi”), per affermare una concezione ideologica dell’immigrazione e il “diritto” di ognuno d’immigrare a prescindere dalle ragioni per le quali lo fa, che si tratti di un profugo, di un cosiddetto “migrante economico” o “migrante climatico”, come ai mondialisti nemici dei popoli piace distorcere la realtà con l’ingegneria terminologica (quella usata dagli apprendisti stregoni della parola dell’Unhcr, che in una delle loro ultime deliranti campagne propagandistiche di “sensibilizzazione” vogliono propinarci le figure di Enea e di Dante come “profughi”…).

Il prossimo 10 dicembre a Marrakech in Marocco (nella ricorrenza della Dichiarazione universale dei diritti umani) si adotteranno le linee previste nel documento.

La lista delle nazioni che stanno reagendo, rifiutando di sottoscrivere il Trattato, si allunga: Svizzera, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Bulgaria, Estonia e Polonia per restare sul suolo europeo, ma anche Australia, Stati Uniti, Israele.

Il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi ha già paventato l’ipotesi di una adesione italiana al GCM. Se questo avvenisse il governo sconfesserebbe la linea necessaria, improcrastinabile, e largamente sostenuta dagli italiani di contrasto, all’immigrazione!

La firma di questo scellerato trattato (come altri in precedenza) aprirebbe ulteriormente la strada verso appigli per l’incostituzionalità di attuali e future leggi restrittive in materia d’immigrazione (art. 10 Cost. "La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali"), facendo ulteriormente decadere la relativa legislazione nazionale.

È l’ennesimo tentativo di negare il concetto di confine, di sicurezza, di sovranità, di identità.

IL GOVERNO ITALIANO DEVE REAGIRE, COME STANNO FACENDO ALTRI, E NON SOTTOSCRIVERE IL GLOBAL COMPACT SULL’IMMIGRAZIONE.

PROGETTO NAZIONALE

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