PRESENTATO A VERONA IL LIBRO “UNA VITA IN AVANGUARDIA NAZIONALE”

Sabato 1 febbraio, con la presentazione del libro di Domenico “Mimmo” Magnetta UNA VITA IN AVANGUARDIA NAZIONALE (Ritter Edizioni), presente lo stesso autore, si è aperto il ciclo di conferenze in Domus Scaligera per l’anno 2020.
L’autore ha portato la sua testimonianza forte, diretta e genuina su quella che è stata la sua precedente fase esistenziale (ora Magnetta conduce la sua vita all’insegna dell’impegno nel campo sociale e sindacale); una fase della sua vita profondamente marcata dall’impegno totalizzante nella lotta politica, condotta durante i cosiddetti “Anni di Piombo” sotto il vessillo di Avanguardia Nazionale, forza extraparlamentare allora diffusa sul territorio nazionale – nota ai più per i fatti romani di Valle Giulia nel ’68, il tentato golpe Borghese del ’70 e la rivolta popolare di Reggio Calabria 1970-71 – che esercitò sull’allora giovanissimo Domenico una forte attrattiva.
Domenico, davanti ad una sala attenta, ci ha condotto a grandi linee (grazie ad alcuni capitoli del suo libro e ad altri episodi personali di vita vissuta), con oggettività, senza eccessi da autoesaltazione o reducismo, con una umiltà, un realismo e un senso di responsabilità spesso sconosciuti a personaggi che hanno vissuto un millesimo delle tempeste che Magnetta ha voluto e dovuto attraversare, lungo il terribile e intricato periodo degli “Anni di Piombo”; la realtà, al di sopra di falsi moralismi, di una vita di sopravvivenza per il mondo postfascista e della destra radicale, stretto tra gogna mediatica, repressione giudiziaria, intossicazione operata da apparati dello Stato e pervasività di quell’antifascismo militante per cui l’«uccidere un fascista non è reato» era pratica quotidiana, che spesso purtroppo non si fermò al tentativo, ma si concretizzò con esiti luttuosi e crimini quasi sempre rimasti impuniti.
La militanza di Magnetta, che inizia nei primi anni Settanta, animata dalla sete di giustizia sociale e dalla volontà di cambiare l’Italia senza scorciatoie, fu perlopiù legata alla fase clandestina dell’organizzazione (tra Milano e Roma) sciolta nel 1976 dal Ministero dell’Interno. Particolarmente significativi in questo ambito il legame con il suo referente romano Giuseppe “Peppe” Dimitri, il rapporto con il controverso mondo dello spontaneismo armato (in una Capitale autentica polveriera pronta ad esplodere), la sua posizione particolarmente dura nei confronti dei fratelli Fioravanti, e la sua volontà di voler evitare derive autodistruttive per tanti giovanissimi.
Una conferenza, quella tenutasi nella nostra sede, ed un libro, che possono dire e offrire di più di certi pomposi, fumosi e talvolta incomprensibili trattati politici. Uno spaccato autentico di un’epoca oggi incomprensibile ed inimmaginabile agli occhi di molti.

In conclusione, una cena conviviale dove Mimmo si è dilettato in racconti un po’ più dettagliati, descrivendo alcuni episodi in modo divertente, il tutto tra un bicchiere di vino e qualche sorso di buon “Sangue Morlacco”.

Il Libro

Due battute di Mimmo Magnetta…

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