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L’esercizio dei diritti e la libertà che VOI - “violenti” o ipocritamente “pacifici” - tentate di negare agli altri, sono (in teoria) garantiti dalla VOSTRA Costituzione(1) «nata dalla resistenza» (come vi piace ribadire).

Le violenze (pratiche, materiali, psicologiche, ideologiche, etc.) che VOI ponete in essere nei confronti dei vostri NEMICI politici, dovrebbero essere punite come previsto dal Codice Penale(2).

Indipendentemente da chi voterà chi o cosa, indipendentemente dalla contrapposizione strumentale “fascismo”/“antifascismo”, noi siamo prima Uomini, e come tali veniamo prima di qualsiasi architettura statale e orientamento politico in atto, ed è nostro diritto e dovere esistere, resistere e affermarci, in barba a qualsiasi tentativo di escluderci e di conculcare la nostra libertà.

La Legge Scelba, dietro la quale VOI vi nascondete, e che reclamate a gran voce ad ogni stormir di fronda, porta il nome di Mario Scelba, il fu Ministro dell’Interno, democristiano e antifascista, araldo della repressione operaia e politica.

I teatranti della politica italiana, inetti, furbastri, piagnoni e scellerati, hanno disperato bisogno di voi.

Fatevene una ragione: siete degli imbecilli!

Non tutti, ci auguriamo.

PROGETTO NAZIONALE

Liberi-Sociali-Nazionali

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NOTE

(1) La Costituzione

Parte I

Diritti e doveri dei cittadini

Titolo IV

Rapporti politici

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età [cfr. artt. 56, 58, 71 c. 2, 75 cc. 1, 3, 138 c. 2, XIII c.1].

Articolo 48

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge [cfr. artt. XII c. 2, XIII c. 1].

Articolo 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale [cfr. artt. 18, 98 c. 3, XII c. 1].

(2) Articolo 294 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Attentati contro i diritti politici del cittadino

Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico (1), ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni [Cost. 48, 49].

Note

(1) Per diritti politici s'intende l'insieme di facoltà giuridiche che spettano al singolo in conseguenza della sua condizione di cittadino e il cui esercizio gli permette di partecipare all'organizzazione e al funzionamento dello Stato. Quindi vi rientrano i diritti di elettorato attivo, di elettorato passivo, di associarsi in partiti politici, di rivolgere petizioni alle Camere, di esercizio dell'iniziativa legislativa e di referendum. La norma in esame si ricordi poi richiede la sufficienza del dolo generico, ma nel foco del dolo rientra anche la consapevolezza della natura politica del diritto, che è dettata da norme extra-penali. Quindi l'errore sulla natura politica del diritto si traduce in un errore su norma extra-penale, rilevante ai fini dell'esclusione del dolo ex art. 47.

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