Comune Vicenza

A seguito dei recenti articoli comparsi sulla stampa locale, in riferimento all’appartenenza politico-ideologica di alcuni candidati a sostegno del candidato sindaco Francesco Rucco alle imminenti elezioni comunali di Vicenza, apprendo ahimè, il coinvolgimento del mio nome in un approssimativo e fantasioso dossier ad opera di un soggetto, tale Andrea Lucangeli, probabilmente in cerca di visibilità.

Mi viene pure segnalato che dal suo profilo Facebook, il personaggio di cui sopra, esterna strane ipotesi circa il mio sostegno allo stesso candidato sindaco Rucco.

Non ho fatto mistero, in precedenza e in mancanza di alternative concrete, di una mia indicazione favorevole, ma appunto meramente indicativa, non risiedendo io nel capoluogo berico; oggi, dopo le recenti dichiarazioni in cui il candidato Rucco mena vanto di aver firmato l’insulso “patentino antifascista”, relego lo stesso tra i pavidi, tra quelli senza quel briciolo di coraggio che si richiede a chi dovrebbe difendere la propria squadra elettorale, anziché perdersi in patetici distinguo e prendere le distanze da persone che nulla hanno di che vergognarsi, a fronte per giunta di uno spiffero di polemica insulsa e strumentale, fatta da chi ha interesse a dividere.

 

I sostenitori di Rucco cercavano probabilmente una alternativa inclusiva e coraggiosa all’uscente Achille Variati, non una omologa versione in salsa centro-destra.

I tanti e diffusi apprezzamenti sul Fascismo e sulla figura di Benito Mussolini, espressi da molti (in alcuni casi anche da soggetti che si riconoscono nel centrosinistra) per lo più sulle reti sociali – e la correlata sempre più diffusa “nostalgia” verso il ventennio fascista nonostante le incessanti criminalizzazioni – dovrebbero far riflettere chi oggi fa politica, sull’incapacità di dare risposte rapide e concrete ai problemi pressanti, sull’apparente impossibilità di uscire dal pantano burocratico e parolaio, sull’inadeguatezza nel trovare risposte all’altezza di questa sciagurata contingenza storica. Altro che “estremismi”!

Non posso tollerare che un tizio qualunque, che parrebbe autodefinirsi – secondo i sinistri di Coalizione Civica – “moderato elettore di centrodestra” (di sicuro molto interessato a demonizzare una coalizione guidata da Rucco al quale avrebbe probabilmente preferito altra figura di candidato), lanci strali allarmistiche sul mio passato, conoscendo nulla del mio percorso politico e soprattutto dell’Associazione che rappresento, Progetto Nazionale.

Per questo mi vedo costretto a sacrificare il mio tempo nel dare una risposta a chi ignora (quindi ignorante) la realtà della Associazione politico-culturale Progetto Nazionale, che ha contato e conta numerosi amministratori (per lo più in maggioranza), in diversi comuni del territorio nazionale; e sarà pur facile, per chi vorrà prendersi la briga, constatarne le attività, sempre alla luce del sole; cito qui, a titolo esemplificativo, il decennio di esperienza di governo della città di Verona, balzata, sotto la guida dell’ex sindaco Flavio Tosi, tra le migliori amministrazioni comunali d’Italia.

Dover leggere la solita nauseante e sommaria sequela di luoghi comuni sulla pericolosa “estrema destra”, esternate da chi si trincera dietro il paravento della “moderazione” (alla Lucangeli, per capirci), mi fa convinto del fatto di non trovarmi di fronte alla «pacatezza dei toni e fermezza delle idee» che potrebbe dare un senso accettabile al tanto ipocritamente sbandierato odierno “moderatismo”, ma ad un utilizzo molto paraculo di un termine per poter separare i “buoni” dai “cattivi”, che vanno pubblicamente oltraggiati ed esclusi dalla cornice della vita politica e civile.

Sono cambiati i tempi, così come le dinamiche politiche, ma se per i “moderati” alla Lucangeli il senso d’amicizia, le trascorse occasionali collaborazioni e i tratti di percorso politico comune con il sottoscritto sono esperienze da rinnegare (in nome di che?), evidentemente non ci troviamo di fronte a buon senso civico e politico, bensì a malcelato spirito forcaiolo, che mi fa tornare in mente un divertente messaggio ricevuto qualche giorno fa, in cui, parafrasando una famosa citazione di Voltaire e attribuendola scherzosamente a Stalin, era scritto: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma farò di tutto perché tu possa dirlo…in Siberia».

Saluti moderatamente romani!

Piero Puschiavo

Presidente Associazione Progetto Nazionale

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